Il display è buio? Può non essere colpa sua…

Può capitare che l’immagine sull’LCD si veda buia perché la retroilluminazione viene a mancare; in questo caso il difetto può essere attribuibile alla lampada di retroilluminazione (se si tratta di LCD retroilluminati con CCFL), all’inverter (nello stesso caso) ovvero ai LED dela retroilluminazione o al loro DC/DC converter, se trattasi di LCD retroilluminato a LED. Ma se anche sostituendo inverter e display il discorso non cambia, significa che è la scheda madre del notebook a non fornire al display la tensione occorrente per accendere la retroilluminazione, vale a dire quella con cui funziona l’inverter AC/DC dei display a lampada o il DC/DC integrato nei pannelli LCD retroilluminati a LED.

Questa situazione può essere facilmente accertata prendendo un tester e impostandolo per la misura di tensioni continue con fondo scala di almeno 20 volt; il puntale positivo va applicato a una pista di massa (di norma va bene anche qualsiasi punto metallico della scocca collegato a massa…) e il positivo al contatto del connettore del display che porta l’alimentazione: può essere il 20 o il 21, ma in alcuni casi è l’1 o il 2.

Se manca tensione (che di solito è la stessa in arrivo dal jack di alimentazione o è di poco inferiore) significa che qualcosa si è interrotto nella linea che porta dal jack al connettore stesso.
A riguardo va aperta una parentesi: di solito nella scheda madre dei notebook l’alimentazione al display o all’inverter AC/DC della retroilluminazione viene fornita attraverso un piccolo fusibile SMD (questo si trova nelle vicinanze del connettore, eventualmente dal lato opposto del circuito stampato della scheda madre) o a volte mediante un MOSFET pilotato dalla logica del chipset. Se manca tensione dovete seguire con il solito tester, ma stavolta commutato sulla misura di resistenza a basso valore (minore di 200 ohm) o sulle verifiche di continuità con cicalino, il percorso della pista che porta al connettore fino ad arrivare al fusibile o MOSFET del caso e verificare in che condizioni si trova, ovvero se il componente è interrotto. Se lo è, va sostituito.

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Ecco dove si trova tipicamente il fusibile della retroilluminazione: in questo caso la scheda madre è di un Acer Aspire 5536.

Quando non sia disponibile un fusibile, è possibile rimediare bypassandolo con un resistore da 1/4 di watt, del valore di 4,7 o 10 ohm (l’assorbimento di corrente degli LCD retroilluminati a LED è abbastanza ridotto che la caduta di tensione non è apprezzabile, ma anche per gli inverter dei CCFL tale valore resistivo non è un problema…) che ne svolge il compito in maniera soddisfacente.

In alcuni computer con display retroilluminato a LED, quali ad esempio certi modelli di MacBook, può succedere che non basti sostituire il fusibile, in quanto all’alimentazione del backlight è preposto un DC/DC converter sulla scheda madre; se il fusibile è integro, bisogna verificare che sulla bobina, ovvero sul condensatore di filtro di tale converter, sia presente la tensione prevista (può essere tra 16 e 20 V). La prova va fatta possibilmente staccando il connettore flat che porta dalla scheda madre al display. Se manca tensione, è guasto il DC/DC e va sostituito l’integrato (un esempio è l’F2117LP) che ne è al centro.

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Alcuni esempi di fusibile che si può trovare sulla scheda madre per proteggere stadi come l’alimentazione della retroilluminazione.