Internet dal cielo grazie al drone di Facebook

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Il mondo connesso è ancora una realtà lontana e lo sarà sempre perché cablare una rete che raggiunga alcune zone del Pianeta è, per difficoltà geografiche, logistiche e politiche è praticamente impossibile, se non sconveniente sul piano economico. Una possibile soluzione arriva però dal cielo e dalle soluzioni wireless: non è un caso che Paesi sottosviluppati abbiano una nutrita e fitta rete di telefonia cellulare; la ragione è che coprire con il wireless zone desertiche o poco popolate è più veloce e meno costoso che portare le infrastrutture cablate e mantenerle.
Con Internet si è fatto lo stesso ragionamento e la copertura globale è possibile da satellite. Ma i satelliti costano molto, non solo di loro ma anche perché mandarli in orbita richiede un razzo vettore e una spesa enorme, per non parlare del fatto che vanno costantemente controllati e tenuti in contatto radio con apparati che, viste le distanze, sono costosissimi; senza contare che i satelliti dopo un certo numero di anni vanno fuori uso e devono essere sostituiti con nuovi lanci e nuovi costi.

Per questo Google e Facebook, due colossi della comunicazione e dei Social, decisamente interessati ad estendere la copertura globale di Internet, guardano da anni con attenzione alla realizzazione di velivoli elettrici (capaci di volare autonomamente) alimentati da pannelli fotovoltaici; già, perché dietro gli sforzi economici profusi (da parte di varie realtà U.S.A. e non solo) nella realizzazione di velivoli a propulsione elettrica ottenuta dal sole, in grado di volare anche la notte, c’è non tanto l’intenzione di sostituire i normali aerei a reazione nel trasporto civile, ma l’idea di ottenere dei velivoli autonomi, capaci di volare a quota stratosferica (anche sopra i 20.000 metri) per fare da ponte tra le stazioni a terra e le zone del mondo non coperte dalla rete cablata, portando Internet come farebbero i satelliti, ma a un costo decisamente inferiore. Visto, poi, che l’energia elettrica per volare, questi aerei la trarrebbero dal sole, accumulandola in batterie per usarla di notte, potrebbero restare in volo anni senza alcun costo e, una volta che sia richiesta manutenzione, atterrare per le riparazioni del caso, a differenza dei satelliti i quali, quando vanno fuori uso, molto probabilmente cadono sulla Terra costituendo a volte pericolo per l’umanità…

Proprio pochi giorni fa Jay Parikh, vicepresidente del Global Engineering and Infrastructure di Facebook, ha presentato al mondo Aquila, il primo aereo elettrico a volo autonomo (un drone, insomma) che, volando in quota senza pilota, fornirà l’accesso a Internet a più di quattro miliardi di persone che attualmente non l’hanno perché si trovano in zone del mondo dove non è possibile portare la Rete. E portare Internet, si sa, per soggetti come Google e Facebook significa ampliare l’utenza e la base di utenti potenziali; per Facebook significa cercare di aumentare i meno di 1,5 miliardi di iscritti attuali e incrementare il fatturato, dopo il vistoso calo dell’inizio del 2015.

Il velivolo, a propulsione elettrica alimentata dall’energia solare, ha un’apertura alare pari a quella di un Boeing 737 e verrà testato molto presto negli Stati Uniti.

Il drone aquila, che pesa solo 400 chili, è costruito in fibra di carbonio e volerà fra i 18.000 e i 27.000 metri; le sue ali sono in buona parte rivestite da pannelli fotovoltaici, la cui elettricità . Ha un’autonomia di tre mesi e distribuirà rete e connessione tramite la tecnologia laser. Oltre al progetto Aquila, c’è da segnalare infatti l’impiego di una nuova tecnologia laser capace di trasmettere dati alla velocità di decine di Gb al secondo in direzione di un bersaglio infinitesimale e da una distanza di oltre 15 chilometri.

Il sistema di comunicazione laser potrà inoltre essere usato per connettere i droni l’uno con l’altro e con la base a terra, rendendo possibile la creazione di un network che si potrà estendere fino alle aree più remote del pianeta.

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I due progetti ambiziosi sono stati presentati ad un anno dal lancio della piattaforma Internet.org e mirano a fornire direttamente internet ai 4 miliardi circa di persone attualmente che non godono dei benefici di una connessione on-line e che i Social mirano a portare verso di loro.

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