Ricarica wireless a lungo raggio

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Smartphone come il recentissimo Samsung S6 Edge+ si ricarico in modalità wireless appoggiando il telefono sull’apposito charger, ma la tecnologia della ricarica senza filo -per induzione elettromagnetica- punta più in alto e già si stanno testando sistemi che permettano di ricaricare la batteria dell’apparecchio all’interno di un locale pur continuando a tenerlo in tasca o a usarlo.

Gli attuali smartphone e tablet con ricarica wireless utilizzano una tecnologia dove il trasferimento di energia avviene mediante induzione elettromagnetica utilizzando due bobine, secondo lo standard Qi definito dal Wireless Power Consortium (WPC). Il principio di funzionamento è simile a quello di un comune trasformatore con un primario che trasferisce per induzione l’energia su un avvolgimento secondario. In questo caso, tuttavia, per ottenere un elevato rendimento, vengono utilizzate frequenze molto più alte rispetto ai 50 Hz di rete. L’efficienza è decisamente elevata, tanto da permettere la ricarica della batteria mediamente in un paio d’ore. Inoltre, il consumo a vuoto del Charger è irrisorio e le radiazioni elettromagnetiche emesse, al di là dell’area di lavoro, sono bassissime. In più, il sistema Qi prevede un canale di comunicazione tra il Charger e lo smartphone per ottimizzare i parametri di ricarica.

I sistemi del futuro, su cui la ricerca sta lavorando alacremente, saranno invece basati sulla tecnica della risonanza magnetica, con frequenze di funzionamento molto più elevate e particolari tecniche di localizzazione del dispositivo da ricaricare. Siamo ancora nel campo della sperimentazione anche se Energous, una delle società più attive in questo settore, ha presentato la sua WattUp, la tecnologia che si basa su trasmettitori RF che generano fasci di onde radio sulla banda dei 5,8 GHz, una sorta di router che irradia energia anziché dati. Un ricevitore all’interno dello smartphone sintonizzato sulla stessa frequenza converte il segnale RF in energia elettrica che ricarica la batteria.

Il tutto viene controllato da un software che “gira” in background su ciascun telefonino e che ottimizza le prestazioni di ricarica. La portata del sistema (con i trasmettitori RF che possono essere inseriti dentro elettrodomestici o accessori d’arredamento) è di circa 4,6 metri (15 piedi) con la possibilità per ciascun trasmettitore di gestire fino a 12 smartphone. Il sistema è in grado di trasferire una discreta quantità di energia (4 W alla distanza di 1,5 metri e 1 W a 4,5 metri) con un’efficienza massima del 25%.

Questo ed altri sistemi simili, tuttavia, sollevano interrogativi riguardati la salute, dato che le onde radio investirebbero indifferentemente cose e persone e qui si tratta di microonde, relativamente pericolose anche a potenze basse.