Perché le schede video NVidia ogni tanto fanno i numeri

…ma anche i quadretti, le barre colorate…insomma, hanno problemi di visualizzazione!
La compattezza dei moderni notebook e le ridotte dimensioni di ventole e dissipatori di calore portano i chip a surriscaldare durante il funzionamento; questo problema, che un tempo affliggeva in gran misura i computer notebook HP delle serie Pavilion 6000, 9000, Dv6 ecc., oggi si riscontra anche su Compaq G61, alcuni Asus, Acer Aspire ed altri ancora.

Il problema viene enfatizzato da una caratteristica costruttiva della gran parte dei notebook, che hanno un unico dissipatore di calore per CPU e GPU (la scheda grafica, in breve…) ed una sola ventola; per come sono costruiti, nel percorso che il calore deve fare per arrivare al radiatore raffreddato dalla ventola, il chip video (GPU) si trova in fondo, quindi prima vien smaltito il calore della CPU e poi quello della GPU. È un po’ come quando la gente deve uscire da un’uscita di sicurezza in caso d’incendio: escono prima quelli vicino alla porta, mentre gli altri si accodano.

Una soluzione del genere obbliga il calore prodotto dalla GPU ad essere smaltito dopo quello della CPU, con il risultato che se la ventola non riesce a far fuggire il calore in fretta, CPU e GPU si surriscaldano. Anzi, si scalda maggiormente il chip video, che si trova in fondo.

Se a questo aggiungiamo il fatto che le schede madri dei portatili hanno un sensore di temperatura che verifica il surriscaldamento della CPU ed eventualmente ne rallenta il clock per ridurre il calore, ma che non esiste una simile protezione sulla GPU, è chiaro che il chip video non viene affatto protetto. Ecco perché chi ripara notebook non si spiega come possa surriscaldare il chip video senza che intervenga alcuna protezione… Ciò accade perché in realtà la protezione è sulla CPU e di solito non rileva le condizioni termiche della GPU.