Ventola sporca, guasto imminente

Una delle cause del surriscaldamento della CPU o della GPU, ma anche del chipset Northbridge, è l’accumulo di polvere e sporcizia sulle estremità alettate del dissipatore di calore di fronte alla ventola; ciò si deve al fatto che nell’aria tirata dalla ventola attraverso le feritoie di entrata c’è polvere o fuliggine in misura più o meno consistente a seconda delle condizioni dell’ambiente in cui il computer si trova a lavorare. Nella stagione primaverile, inoltre, non è infrequente avere pollini in sospensione nell’aria, il che va ad incrementare la possibilità che l’impianto di raffreddamento del computer si intasi.

Ciò pregiudica il sistema di raffreddamento e lo rende meno efficace, impedendo il corretto smaltimento del calore; questo problema in gran parte dei PC portatili comporta il surriscaldamento ed il conseguente distacco di alcune saldature dei chip video (le GPU) in special modo se si trovano ad avere un dissipatore in comune con quello della CPU e sono collocati, nel flusso del calore, prima della stessa CPU. Infatti se è vero che quasi tutti i notebook dispongono di una protezione termica basata su un sensore e sull’intervento del chipset (che all’occorrenza spegne il computer) è verò altresì che detta protezione si basa sul rilevamento della temperatura della sola CPU, quindi se a surriscaldare è la GPU, il sensore nemmeno se ne accorge ed il PC continua a funzionare, a danno del chip video.

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Questo spiega perché in diversi modelli di notebook, come ad esempio la serie HP Pavillon DVxxxx, sovente dopo qualche anno si verificano problemi di rappresentazione dell’immagine dovuti al fatto che il chip si deforma, la lega saldante che compone le palline dei contatti (le GPU usate sono NVidia, scaldano molto e sono in contenitore BGA) si fonde o comunque si ammorbidisce e quando si raffredda non si attacca più correttamente; ciò causa saldature fredde e, a seconda di quali sono i contatti interessati, non consente più il funzionamento della GPU, ovvero determina una visione disturbata, a quadretti e barre o altro ancora (immagine sdoppiata, per esempio). In questi casi solitamente il reflow del chip è risolutivo.

Quando non è risolutivo significa che la GPU ha riportato danni permanenti (ciò accade più frequentemente nei chipset Intel i965 con video integrato).
Per proteggere l’impianto di raffreddamento, in alcuni notebook viene posizionata una spugna filtrante in corrispondenza della presa d’entrata, quindi solitamente è il filtro ad intasarsi o a riempirsi di lanuggine.

Comunque, l’accumulo di polveri, fuliggine e pollini ad un certo punto arriva ad intasare le intercapedini del dissipatore e, malgrado la ventola giri regolarmente, ostacola e anche molto la fuoriuscita dell’aria calda che le ventole devono estrarre per mantenere l’equilibrio termico.

foto ventola aria

Insufflazione di aria compressa nello spazio dove si trova il cuscinetto e fra gli avvolgimenti
che si trovano sotto il rotore: l’aria compressa permette di asportare la polvere e la lanuggine in modo molto efficace, rendendo al sistema di raffreddamento l’efficienza originaria.

In questo caso bisogna smontare la ventola e, con uno spazzolino o con il getto d’aria di un compressore (o di una più maneggevole bomboletta da laboratorio contenente aria compressa) rimuovere la polvere e lo sporco; fatto ciò si può rimontare la ventola e il dissipatore e verificare che con il computer in funzione ci sia il giusto flusso d’aria.

Alle volte lo sporco accumulato va a concentrarsi nel cuscinetto della ventola e, complice il calore (che a volte può essere molto intenso) crea vere e proprie incrostazioni tali da ostacolare la rotazione della ventola stessa, la quale arriva a girare male, a scatti o a gripparsi. In tal caso si può tentare di ripulire la ventola spruzzando del disincrostante tipo lo SVITOL tra il telaio e l’interno del rotore (dove c’è il motore) e soffiando poi con la bomboletta dell’aria compressa o agendo con uno spazzolino (se ne può anche usare uno da denti); solitamente questo intervento, magari ripetuto, libera la ventola, ma in caso contrario bisogna procedere alla sostituzione di quest’ultima.